Immagine di coppia anziana che si stringe la mano. Immagine di copertina per l'articolo "invecchiamento o malattia?"

Invecchiamento o malattia?

Parliamo di demenza e Alzheimer senza ansie o pregiudizi con gli approfondimenti della neuropsicologa Rosanna Palmeri.

In questo articolo, vedremo cos’è l’invecchiamento, come capire quando c’è di mezzo una malattia e cosa fare per invecchiare meglio possibile.

Cos’è l’invecchiamento?

Tutti sappiamo che dobbiamo invecchiare ma non sempre è chiaro nel concreto cosa ciò significhi. Pertanto, davanti alle difficoltà che una persona anziana inizia ad incontrare nella quotidianità, non riusciamo a distinguere se siano frutto di un invecchiamento fisiologico o di una malattia. Partiamo quindi chiarendoci le idee su cosa significa invecchiare.

L’invecchiamento è un processo naturale, comune a tutti gli esseri viventi, che biologicamente ha inizio una volta raggiunta la maturità. Nell’essere umano questo significa che già a partire dai 25-30 anni si inizia una lenta ma progressiva degenerazione di organi, tessuti e cellule, che espone l’organismo al rischio di sviluppare malattie. La progressione della scienza e il miglioramento delle condizioni di vita hanno favorito un prolungamento di questa fase, al punto che la Società Italiana di Gerontologia e Geriatria ha proposto, nel 2018, di aggiornare il concetto di anzianità portando a 75 anni l’età giusta per poter definire una persona “anziana” e introducendo il concetto di quarta età, intesa come fase caratterizzata da decadimento fisico e bisogno di aiuto.

Viene allora da chiedersi se, dato che l’invecchiamento è imprescindibile dalla vita stessa, sia da considerarsi più come una fase naturale (e auspicabile!) della vita o se sia esso stesso una malattia. Di certo, proprio a causa della perdita di alcune funzioni cognitive e corporee, in questa fase si registra il maggior numero di patologie età-correlate (in cui l’età rappresenta, cioè, uno dei principali fattori di rischio), tuttavia è sempre opportuno distinguere tra un invecchiamento fisiologico (e possibile!) e uno patologico.

 

L’invecchiamento fisiologico

Per invecchiamento fisiologico si intende quell’invecchiamento nel quale viene preservato uno stato di buona salute fisica e mentale in grado di garantire la piena autonomia della persona e il suo benessere emotivo e relazionale, ma che presenta anche dei cambiamenti determinati dal normale processo di invecchiamento.

Nello specifico, la persona può subire delle alterazioni a carico della funzionalità cerebrale che si traducono in:

Rallentamento dell'elaborazione cognitiva e della produzione di risposte

La persona anziana è più lenta negli scambi botta-risposta e nel prendere decisioni, soprattutto se posta di fronte a situazioni inedite.

Resistenza al cambiamento

La persona anziana predilige il ricorso a strategie di risoluzione del problema più consolidate, rispetto a proposte innovative o “soluzioni creative” e può impiegare più tempo nell’apprendimento di nuove informazioni (es. imparare a utilizzare un nuovo elettrodomestico).

Difficoltà di concentrazione e nell’esecuzione di più compiti contemporaneamente

L’anziano tende a distrarsi più facilmente in quanto fa più fatica a inibire gli stimoli disturbanti. Inoltre, non sempre riesce a eseguire più compiti contemporaneamente (il famoso multitasking).

Riduzione della capacità linguistica in produzione

Pur comprendendo il messaggio in entrata (a meno di deficit uditivi che possano costituire un ostacolo), la persona anziana può fare più fatica nel ripescare le parole giuste e i nomi e per questo ricorre a parafrasie o circonlocuzioni. Altrettanto frequente è il fenomeno del “ce l’ho sulla punta della lingua”, che rallenta il ritmo tipico della conversazione.

La presenza di simili difficoltà, pur determinando un rallentamento nelle risposte e nelle reazioni e richiedendo una maggiore pazienza agli interlocutori, non è tale da inficiare la capacità cognitive della persona, che rimane autonoma e perfettamente in grado di provvedere a sé stessa (e talvolta anche ad altri!).

Nell’invecchiamento fisiologico, inoltre, umore e personalità rimangono tendenzialmente invariati. Sfortunatamente, non si può affermare lo stesso per quanto riguarda l’invecchiamento patologico di cui vediamo le caratteristiche nella prossima sezione.

Invecchiamento patologico

Si definisce patologico l’invecchiamento quando viene riscontrata la presenza di malattie o condizioni (come l’Alzheimer o altre forme di demenza) che compromettono significativamente la salute ed il funzionamento dell’individuo, dal punto di vista fisico e/o cognitivo, rendendo così necessaria l’assistenza più o meno continuativa.

Rientrano in questa categoria i casi in cui si manifestano:

Malattie croniche

Ne sono esempi il diabete, le malattie cardiovascolari, l’artrite, l’osteoporosi, etc.

Disturbi neurodegenerativi

Come malattia di Alzheimer e altre forme di demenza (primarie e secondarie).

Problemi di mobilità

Che si possono manifestare con cadute frequenti e ripetute fratture ossee.

Depressione e ansia

In presenza di malattia anche le condizioni di salute mentale possono peggiorare con l’età.

Come evitare l’invecchiamento patologico

I fattori che contribuiscono a determinare un tipo di invecchiamento piuttosto che un altro sono molteplici e non tutti modificabili, tuttavia, adottare alcune “semplici ma buone” abitudini può, se non scongiurare, quantomeno rimandare l’insorgenza di un invecchiamento patologico.

Tra queste abitudini vale la pena di menzionare: 

  • alimentazione equilibrata,
  • attività fisica regolare,
  • sonno adeguato,
  • relazioni sociali
  • partecipazione ad attività stimolanti

Invecchiamento patologico: come gestirlo

Molto spesso in presenza di malattie diventa essenziale una presa in carico della persona con un’assistenza continua e spesso multidisciplinare. La persona anziana che affronta un invecchiamento patologico, infatti, è spesso una persona fragile con diverse patologie in comorbidità tra loro. Questa situazione porta alla necessità non solo dell’intervento congiunto di più specialisti, ma anche di una nuova riorganizzazione del sistema familiare che le ruota attorno.

Riconoscere e trattare tempestivamente le condizioni patologiche consente di mitigare i loro effetti negativi e migliorare la qualità della vita dell’anziano/a, ma anche di chi se ne prende cura e per questo è importante confrontarsi tempestivamente con il proprio medico di base o con qualcuno che ci può aiutare a capire. Alla de Banfield lavoriamo proprio su questo con le attività di consulenza delle nostre professioniste. Se ti trovi in difficoltà puoi scriverci o chiamarci per ricevere un supporto concreto. 

Non solo consulenza: cosa facciamo alla de Banfield

Noi della de Banfield conosciamo le difficoltà che si incontrano quando si invecchia, le cose cambiano e non sempre è chiaro come gestire questa situazione. Per questo noi vogliamo essere presenti per offrire ascolto e per accorciare le distanze tra il dubbio e l’azione. Le nostre attività includono:

  • Sensibilizzazione e ascolto: aiutiamo a comprendere meglio cos’è la fragilità e la demenza, lavorando per abbattere lo stigma e i pregiudizi che spesso ritardano la ricerca di aiuto.
  • Valutazioni cognitive: organizziamo periodicamente sessioni di screening individuali per monitorare le funzioni cognitive e capire se i segnali che si notano richiedono un approfondimento medico.
  • Orientamento e consigli pratici: forniamo le informazioni necessarie per gestire la quotidianità e affrontare le sfide che una diagnosi comporta con le nostre consulenze singole e di gruppo, ma anche con le attività di formazione dedicata a queste tematiche.
  • Gruppi di invecchiamento attivo: organizziamo cicli di incontri finalizzati al potenziamento delle funzioni cognitive per fornire strumenti utili di prevenzione agli anziani con invecchiamento fisiologico.

Le nostre attività sono aperte e gratuite. Se vuoi partecipare contattaci via mail su casaviola@debanfield.it per ricevere il calendario e tutte le informazioni che potranno esserti utili. 

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