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E se fosse demenza?

Parliamo di demenza e Alzheimer senza ansie o pregiudizi con gli approfondimenti della neuropsicologa Rosanna Palmeri.

In questo articolo, vedremo come identificare i segnali che indicano la presenza di una forma di demenza.

Demenza o demenze?

Demenza è un termine ombrello che racchiude un insieme di sintomi alla cui base si osserva un’alterazione del funzionamento cerebrale. Pur essendo un termine ampiamente utilizzato nella pratica comune, sarebbe più appropriato parlare di Demenze o, meglio ancora, di “Disturbo Neurocognitivo”, in linea con quanto dichiarato dal Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali (DSM-5), che nella sua quinta edizione ha introdotto tale definizione, distinguendo tra lieve o maggiore a seconda delle abilità preservate.

Questa nuova terminologia permette di porre maggiormente l’accento sul declino rispetto a un precedente livello di prestazione, sottolineando così la natura acquisita dei sintomi, nonché di distaccarsi dall’idea che si tratti di un disturbo a carico della sola memoria. Infatti, nonostante l’impoverimento della capacità mnesica sia il sintomo più noto, le funzioni cognitive colpite sono diverse. I sintomi di esordio pertanto possono variare anche in relazione al tipo di disturbo neurocognitivo.

Come si capisce se si tratta di disturbo neurocognitivo?

Molte persone accusano una perdita di memoria, commettono errori, non trovano le parole giuste, perdono le chiavi di casa e arrivano a temere di avere una demenza. Non è detto però che sia così: le ragioni possono essere molteplici e un solo sintomo non è sufficiente a porre diagnosi.

Se si ha la sensazione di avere delle alterazioni delle funzioni cognitive tali da interferire con la quotidianità è sempre bene parlarne con il Medico di Medicina Generale e richiedere un’impegnativa per effettuare una visita di approfondimento presso il Centro per i Disturbi Cognitivi e Demenze di riferimento. Qui dei professionisti specializzati prenderanno in carico la persona e faranno tutte le valutazioni del caso.

Sfortunatamente, non esistono terapie definitive e dalla demenza non si guarisce, ma questo non significa che non ci sia niente da fare: sono disponibili numerosi interventi, farmacologici e psicosociali efficaci nel ritardare la progressione della malattia. Per questo, una diagnosi tempestiva diventa fondamentale e non bisogna avere timore di manifestare i propri dubbi e richiedere degli approfondimenti.

Talvolta, però, accade anche che la persona si rechi a fare degli approfondimenti e questi non rilevino nulla di anomalo, nonostante, ci sia la sensazione di avere “qualcosa che non va” e di non essere quello/a di prima. In questi casi si parla di “disturbo soggettivo di memoria”. Questa condizione può essere preoccupante e stressante e può valere la pena mettere in atto una serie di strategie per promuovere il benessere e affrontare al meglio la situazione.

Cosa si può fare per vivere meglio oggi e domani?

1. Valutazione medica e/o psicologica

Siccome i test sono tarati per età e scolarità, un punteggio “nella norma” corrisponde al punteggio atteso per  una persona di quell’età e con quel grado di istruzione. Pertanto se i test neuropsicologici non rilevano niente di clinicamente significativo è il caso di valutare con il proprio medico di medicina generale se possono esserci altre spiegazioni organiche o psicogene che possano spiegare i sintomi.

A volte, un disturbo emotivo  – ansia o depressione – può essere tale da comportare difficoltà di attenzione, concentrazione e memoria e inficiare la prestazione cognitiva, anche in persone molto giovani!

2. Adottare uno stile di vita sano

È un vecchio dogma che tutti gli specialisti non si stancano mai di ribadire, ma che effettivamente, rappresenta una delle armi migliori che abbiamo per azzerare i cosiddetti fattori di rischio modificabili. Quindi è importante:

– seguire un’alimentazione equilibrata, ricca di frutta, verdura, cereali integrali, proteine magre e grassi sani. Alcuni studi infatti suggeriscono che la dieta mediterranea può avere benefici anche per la memoria.

– praticare attività fisica regolarmente aiuta a migliorare la circolazione sanguigna al cervello e può aiutare a mantenere le funzioni cognitive.

dormire a sufficienza e avere un sonno di buona qualità è fondamentale poiché il sonno è cruciale per la memoria e il consolidamento delle informazioni.

3. Mantenere la mente attiva e vitale

Impegnarsi in attività cognitive stimola il cervello a creare nuovi legami e sentirsi vivi e vitali, pertanto è molto importante uscire dalla routine, imparare cose nuove, essere curiosi e preservare le relazioni sociali. Questi sono infatti aspetti fondamentali per migliorare o preservare le funzioni cognitive.

E se poi la memoria comincia a scarseggiare, si può sempre imparare ad utilizzare le mnemotecniche o i metodi compensativi come agende, sveglie, smartwatch, etc

4. Gestire lo Stress

Non facciamo altro che parlare di stress: pare proprio sia il male del secolo ed infatti è un corresponsabile di molte difficoltà a carico della mente.

Si può imparare a contrastarlo praticando tecniche di rilassamento come la meditazione, lo yoga o la respirazione profonda. Queste tecniche ci mostrano quanto sia importante essere nel presente, godendo e assaporando appieno delle cose che ci circondano, anche piccole. Così facendo si scoprirà che anche il ricordo sarà più solido.

5. Monitorare

Anche se le difficoltà che si sente di avere non sono significative, è importante monitorare regolarmente la memoria e riportare eventuali cambiamenti al proprio medico.

Un metodo utile è quello di tenere un diario per registrare le difficoltà di memoria e le circostanze in cui si verificano per aiutare il medico a comprendere meglio la situazione.

[1] Fonti: American Psychiatric Association, D. S. M. T. F., & American Psychiatric Association, D. S. (2013). Diagnostic and statistical manual of mental disorders: DSM-5 (Vol. 5, No. 5). Washington, DC: American psychiatric association.

Oltre il dubbio: cosa fa la de Banfield

Sentire che qualcosa sta cambiando nella memoria o nel comportamento genera spesso un senso di smarrimento, sia a chi succede sia a chi gli sta attorno. Nascondere il problema non è mai la soluzione.

Noi della de Banfield vogliamo essere presenti per offrire ascolto e per accorciare le distanze tra il dubbio e l’azione. Le nostre attività includono infatti:

  • Sensibilizzazione e ascolto: aiutiamo a comprendere meglio cos’è la demenza, lavorando per abbattere lo stigma e i pregiudizi che spesso ritardano la ricerca di aiuto.
  • Valutazioni cognitive: organizziamo periodicamente sessioni di screening individuali per monitorare le funzioni cognitive e capire se i segnali che si notano richiedono un approfondimento medico.
  • Orientamento e consigli pratici: forniamo le informazioni necessarie per gestire la quotidianità e affrontare le sfide che una diagnosi comporta con le nostre consulenze singole e di gruppo, ma anche con le attività di formazione dedicata a queste tematiche.
  • Gruppi di invecchiamento attivo: organizziamo cicli di incontri finalizzati al potenziamento delle funzioni cognitive per fornire strumenti utili di prevenzione agli anziani con invecchiamento fisiologico.
guida ai Sintomi dell'Alzheimer e alla prevenzione

Non occorre trovare da soli tutte le risposte!

Il modo più semplice per iniziare questo percorso è parlarne con noi: puoi contattarci via telefono al 040 362766 o tramite e-mail a casaviola@debanfield.it per una consulenza o per chiedere informazioni sulle nostre attività.

Inoltre per aiutare a comprendere meglio l’Alzheimer e sostenere la prevenzione, abbiamo creato la Guida “Dai una mano al tuo cervello prima che diventi troppo bravo a dimenticare”. Compila il form qui sotto e ricevila subito via mail o passa a ritirarla nella nostra sede o ai nostri eventi.

Nella Guida alla Prevenzione scritta dalle nostre professioniste potrai scoprire strategie pratiche per proteggere la memoria e migliorare la qualità della vita quotidiana.

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Ma non solo! Puoi anche aiutare concretamente i caregiver di persone con demenza. Sostenendo CasaViola garantirai loro numerosi servizi gratuiti come la formazione, il supporto psicologico, l’orientamento, i percorsi di benessere e i laboratori da fare assieme alla persona malata.

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